Integrazione

Trasferirsi in Austria non è affatto difficile e le procedure burocratiche da seguire risultano alquanto semplici ed economiche. Ma vivere in un altro paese non significa soltanto casa, lavoro ed automobile.

 

La lingua

In Carinzia il primo ostacolo da superare è rappresentato dalla lingua. La lingua ufficiale in Austria è il tedesco, ma in realtà si tratta di una variante, nella quale molte espressioni e parole sono differenti dal tedesco parlato in Germania. Buona parte degli austriaci, quelli con un livello culturale più alto, conoscono sia il tedesco che l’austriaco, ma ho notato diverse diatribe linguistiche con i turisti tedeschi. Di conseguenza chi ha studiato il tedesco in Italia o in Germania parte sicuramente avvantaggiato, ma dovrà comunque imparare espressioni nuove ed una pronuncia diversa.

 

Il dialetto carinziano

La Carinzia è considerata la regione “rurale” dell’Austria e qui si parla il dialetto carinziano. Per fare un esempio, il carinziano sta al tedesco più o meno come il romanesco sta all’italiano, con tutte le differenze di espressione e pronuncia. Viene da sé che, nonostante una buona conoscenza del tedesco ufficiale, il carinziano risulta quasi del tutto incomprensibile. Fortunatamente questa è anche una regione di confine con l’Italia e la Slovenia, quindi negli uffici pubblici e in buona parte dei negozi parlano tranquillamente il tedesco e non è difficile parlare in inglese o addirittura in italiano. I poliziotti, inoltre, parlano tutti diverse lingue tra cui l’italiano.

Una cosa diversa è cercare di avere una vita sociale. Come ho già scritto, la gente del posto parla il carinziano e questo può risultare un problema per chi ha intenzione di crearsi una rete di amici. Mi è capitato di uscire in compagnia di colleghi di lavoro e degli amici della mia compagna, ritrovandomi rapidamente isolato dalla conversazione. Nei momenti di relax siamo tutti propensi a dialogare nel linguaggio quotidiano e risulta faticoso per tutti parlare una lingua diversa; bisogna prendere in considerazione che dialogare in tedesco o in inglese è impegnativo anche per un austriaco se non è abituato a farlo tutti i giorni. È necessario armarsi di grande pazienza e mettere in conto una lunga serie di uscite “ai margini del gruppo”, nelle quali ascoltare e cercare di apprendere nuove espressioni e modi di dire.

 

Le differenze culturali

Risiedere in un altro paese significa anche doversi adattare ad una visione differente della vita quotidiana. Non stiamo certamente parlando di alieni con le antenne o di gente dedita ai sacrifici umani e al cannibalismo, ma chi è abituato a visitare altri paesi, converrà sicuramente con me sull’esistenza delle differenze culturali.

Ad un’occhiata superficiale la vita quotidiana in questa regione non si discosta molto da quella italiana: lavoro, famiglia, commissioni, amici, vacanze, eccetera. La differenza sostanziale sta nell’approccio a queste attività.

 

La “gentilezza” austriaca

Gli austriaci sono gentili nei rapporti con le altre persone. Raramente mi è capitato di ricevere risposte maleducate o di osservare atteggiamenti poco rispettosi. Ho comunque imparato che questa gentilezza è soprattutto un atteggiamento di buona educazione.

Tempo fa ho letto con molto interesse alcuni articoli riguardo le differenze di comunicazione fra culture di alto livello e culture di basso livello. Le prime hanno un approccio diplomatico alla comunicazione, mentre le seconde sono molto più dirette. L’esempio principale metteva a confronto due culture agli antipodi di questa differenziazione, quella giapponese e quella americana, evidenziando la difficoltà della prima nell’esprimere direttamente un parere negativo riguardo un qualsiasi argomento.

La stessa differenza l’ho osservata da italiano qui. Difficilmente un austriaco dirà di no ad una vostra proposta, ma sarà più propenso a cercare di farvi capire che la questione non gli interessa. In questo caso la frase più famosa è “schau ma mal”, letteralmente “vediamo”. Io ho imparato ad interpretare questo tipo di espressione come un “no, grazie” e ad utilizzarlo a mia volta in questo senso.

 

Un certo tipo di diffidenza nazionalistica

In Carinzia, soprattutto nelle zone ad elevata presenza turistica, vivere da stranieri non è difficile. Non ho mai incontrato direttamente atteggiamenti di razzismo o di diffidenza nei miei confronti e le persone sembrano non dare veramente peso alla nazionalità, quanto alla personalità. Al lavoro, negli uffici o per strada, i carinziani accettano gli stranieri e cercano addirittura di andargli incontro quanto possono.

Ad ogni modo ho incontrato diversi tipi di restrizioni, soprattutto per quanto riguarda le società di servizi.

Giusto un esempio: appena arrivato ho voluto un numero telefonico mobile austriaco; mi sono rivolto a Drei AT, optando per un contratto mensile rispetto ad una scheda ricaricabile e qui sono sorti i problemi. All’inizio non avevo un conto corrente austriaco, di conseguenza ho intestato il tutto sul nome della mia compagna. Alcuni mesi più tardi ho aperto un conto bancario locale e, convinto che fosse sufficiente, mi sono mosso per trasferire il contratto telefonico sul mio nome. Purtroppo nemmeno il conto corrente austriaco era sufficiente ad avere diritto ad un contratto telefonico: ora serviva anche il passaporto, nonostante l’unione europea e tutti gli accordi amministrativi tra i nostri paesi.

Mi sono informato meglio e questa sembra essere una scelta personale della Drei, visto che con A1 ho ottenuto un contratto ADSL senza alcuna richiesta di passaporto.

 

Lavoro, vacanze e giorni festivi

Le festività qui sono molto sentite ed uffici e negozi sono chiusi durante questi periodi. Il lavoro è considerato risorsa principale (e fin qui nulla di strano), ma il tempo libero per gli austriaci è sacro. Escludendo settori particolari, quali ristorazione e servizi ricettivi, l’orario di lavoro è solitamente di 40 ore settimanali, spesso suddiviso in 9 ore giornaliere che consentono di lavorare il venerdì soltanto mezza giornata (ad es. gli uffici e certi tipi di negozi).

Nel settore industriale viene adottato il sistema dei turni e, nella maggior parte dei casi, si finisce per lavorare quattro giorni la settimana. La puntualità viene tenuta in grande considerazione, sia per quanto riguarda l’inizio del lavoro, sia per quanto riguarda la sua fine. Un esempio eclatante viene fornito dai ristoranti: l’orario di apertura della cucina viene sempre esposto all’ingresso e da quello non si scappa.

 

Il gusto culinario

Un altro tasto dolente per noi italiani è, ovviamente, la cucina. Cucinare è il mio mestiere e lo faccio quotidianamente anche a casa, di conseguenza è una materia che posso osservare ogni giorno da vicino.

Il gusto austriaco è differente da quello italiano e predilige i sapori forti rispetto alla delicatezza e all’equilibrio ai quali siamo abituati. Non aspettatevi quindi gli stessi sapori se ordinate una pasta al ragù o al pomodoro. Il mio consiglio è di sperimentare il più possibile la cucina locale che ha da offrire una notevole varietà di zuppe, knödeln, insalate e dolci.

 

 

Riassumendo non sono in grado di elencare aspetti “negativi” veri e propri di questo paese, ma piuttosto di suggerire alcune difficoltà da dover superare nel caso si decida di venire a vivere qui.

Scegliendo di trasferirsi in un altro paese bisogna essere disposti a diventare stranieri per tutto il periodo di permanenza ed accettare che non sarà sempre facile.

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Manlio ha detto:

    Buongiorno Emiliano. Grazie per le preziose informazioni che ci offri. Sicuramente servono nel caso in cui ci si trasferisca quindi niente giudizi negativi. Per ora sto inviando richieste di lavoro via interrnert. Non nascondo un po di “timore” per l’imparare il tedesco che studiai alle scuole medie ed era veramente tosto. Avrei preferito il francese, dato che riesco meglio a comprenderlo però………!! Aspettiamo altre tue notizie. Grazie, Manlio

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    1. admin ha detto:

      Ciao Manlio.
      Considero il tuo “timore” assolutamente fondato, ma posso rassicurarti: per la vita di tutti i giorni il tedesco “scolastico” è sufficiente. Per quanto riguarda il lavoro tutto dipende da ciò che intendi fare. Ovviamente un lavoro di contatto con il cliente richiede un buon livello di conoscenza della lingua.

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  2. EsSo ha detto:

    Allargando il discorso, il problema dei “dialetti” e’ presente in molte nazioni sopraprattuto se molto estesre, ma soprattutto quando sono dei “puzzle” di zone morfologicamente separate. Personalemente anche in Germania ho riscontrato differenze linguistiche dallo “scolastico” alla lingua quotidiana, similari a qulle qui’ indicate per la Carinzia.

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  3. Angela ha detto:

    Buongiorno a tutti, io e la mia famiglia siamo arrivati in Carinzia a Gennaio e ci siamo stabiliti qui ad Aprile. In questi 6 mesi abbiamo vissuto tutte le caratteristiche menzionate nell’articolo che… condivido in pieno!
    Sarebbe bello conoscere altri connazionali e condividere esperienze e magari sostenersi un po’ a vicenda.
    Noi abitiamo nel distretto di St.Veit/Glan, c’é qualcuno? 🙂

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  4. Emiliano Soravia ha detto:

    Buongiorno Angela.
    Sono contento che tu abbia apprezzato l’articolo. Io vivo ad Annenheim, ma spesso mi reco a St.Veit per la sauna: ne ho visitate molte in zona, ma quella di St.Veit rimane la mia preferita.
    Se hai un profilo Facebook ti consiglio di iscriverti al gruppo Italiani a Villach che è molto attivo: ci si scambiano molte informazioni interessanti e spesso ci si incontra ad eventi della zona.

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    1. Angela ha detto:

      Grazie Emiliano, non ho fb ma ho visto che si può accedere liberamente al profilo, per cui terrò d’occhio la situazione.
      Saluti a tutti! 😀

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